scritto da ParanoidBlue il sabato, 05 luglio 2008,15:09

Il weekend della dipendenza

Questo post non esiste ancora, ma ha già una sua storia. Volevo scrivere ieri. Il titolo, già pronto e abbastanza ovvio, era "il giorno dell'indipendenza", come la canzone di Alice. Ma dovevo andare a trovare mia madre, in trauma (psichico) post-operatorio, quindi è stato rinviato ad oggi. Ringrazio Andrea per il titolo, più adatto a un "sabato 5 luglio".

Intercettazione Live:

Para/Mamma: mi sento così stanca. Il mio tempo è esaurito
Para/Blu: mamma, mi metti ansia.

Tornare a casa dei miei è sempre drammatico. Sono riuscito a scannarmi con mio padre a proposito del rapimento della Betancourt. Secondo lui non è stata trattata male: nelle immagini della conferenza stampa lui l'ha trovata "un po' troppo grassa per essere una rapita". In compenso, mia nonna ha incominciato a sostenere che siamo parenti alla lontana di Carla Bruni. Va bene: siete tutti da ricovero, signori.

Chicca mi ha appena fatto sapere che a metà agosto parte, per sei mesi, per l'Australia. Brava Chicca, brava. Io sto per uscire e dilapidare un patrimonio ai saldi. Ieri sera mentre mi tiravo una sega mi è sovvenuto un dubbio su alcuni soldi che avevo prestato a chi-so-io per una giacca agli ultimi saldi. Chi-sai-tu, non mi ricordo se me li hai ridati o meno. Se no, contala come un regalo.

Tra un'ora, alle 17, con una sessione di raggi UVA inizia il mio "weekend della dipendenza". Dipendenza da un sacco di cose: dagli amici, da Rihanna (riusciremo a ballarla per una santa volta in due serate che usciamo?), dall'alcool, dalle risate, dal senso di libertà. Dipendenza. Perché senza queste cose, in questo momento, non saprei proprio stare.

scritto da ParanoidBlue il giovedì, 03 luglio 2008,20:48

Quelli che ...

... non si capisce bene che cazzo vogliano dalla tua esistenza, ma non se ne vanno;

... non sanno che cosa vogliono, ma nel dubbio vogliono tutto;

... pensano di avercelo d'oro e di essere unici al mondo;

... dicono, poi negano, poi ribadiscono, poi smentiscono di nuovo;

... non lo vogliono proprio capire che sei frocio anche se sai Maracaibo a memoria;

... per gli amici farebbero TUTTO, ma nell'attesa non muovono un dito;

... "alla fine il tuo lavoro mica è duro, che cazzo farai mai, io sì che mi sbatto" (ma sono in msn tutto il giorno);

... vogliono tutto e subito, spetta loro di diritto;

... sono all'Università da una vita e non aprono libro da ben cinque vite (con un karma pessimo);

... ti guardano con interesse ma non muovono il popò dalla sedia;

... nei locali gay non ci vanno, ma nei batuage sì;

... sanno perfettamente l'inglese ma pronunciano river "raiver";

... ritoccano le foto del profilo col photoshop;

... dopo un intero mazzo da scalaquaranta di due di picche non l'hanno ancora capito;

... "sono etero, ho la tipa, ma mi piace tanto il cazzo";

... stanno lì ad aspettare una tua mossa, anziché aprire bocca;

... "in fondo, ti ho assunto per un anno" come se ti facessero l'elemosina e tu non avessi ricevuto altre OTTO offerte negli ultimi sette mesi.

Quelli che ho voglia di mandare a fare in culo oggi. Andate a fare in culo.

scritto da ParanoidBlue il mercoledì, 02 luglio 2008,23:08

Ces petits riens
(mieux vaut ne penser à rien, que ne pas penser du tout)

Mi mancano le lucciole. Quelle che affollano il prato di casa dei miei, nelle sere d'estate. Qui ci sono solo le battone.

Che cosa è che ho detto, venerdì sera, dopo cinque o sei cocktail? Qualcosa del tipo "Noi non siamo persone che stanno in attesa". Ecco, appunto. Non sto in attesa. Mi accontento dei miei petits riens.

L'angolo del gossip prevede l'annuncio che io, unico del Team, ho finalmente visto il tizio con cui esce Cialtrony. Brava, brava, brava, Cialtrony. Io approvo. E lo scrivo qui, visto che i tesorini e le maestrine ci leggono sempre. E pazienza sei hai bidonato l'uscita infrasettimanale facendo finta di nulla. Ti perdono.

Anche io avrei fatto lo stesso

(mieux vaut pleurer de rien, que de rire de tout)

Tra parentesi: finalmente hanno liberato Ingrid. Sono contento. Ho anche un boom di visite dall'estero. Curioso ...

scritto da ParanoidBlue il lunedì, 30 giugno 2008,21:34

From Yesterday
(oh Toto, ma come faremo a tornare nel Kansas?)

La cura continua. Anche in questo weekend mi sono sforzato di fare cose che gli altri hanno ritenuto "non da Para/Blu". A volte, diciamocelo, bisogna anche un po' costringersi a cambiare.

C'è stato un po' di tutto in questo weekend. Un paio di scarpe nuove che non mi convincevano affatto. Una telefonata inaspettata. Inaspettata ancora di più, visto che ho chiamato io. La ricomparsa di Mr X al bitsch. Due notti passate a fare casino. Una valanga di risate con Lu. Un pranzo al giappo con il Bianconiglio a raccontargli gli ultimi eventi. Un passerotto appena uscito dal nido e profondamente disorientato che ha giudicato inopportuno il mio tentativo di portarlo in un luogo sicuro.

Un nuovo incontro con gli altri già fissato per metà settimana. Imitazioni varie. Due giorni di corsa in giro in auto per la città. Un temporale notturno con tromba d'aria a Milano, che ho guardato affascinato dalla mia finestra, mentre fuori volavano foglie, biancheria intima, oggetti vari. Ho cercato la casetta di Dorothy con dentro anche il buon Toto, direttamente dal Kansas, ma niente. E io che pensavo già di essere a Oz.

Mago, mago, me lo dai un cuore, un cervello sano, un po' di coraggio, e già che ci siamo anche due scarpette rosse?

 

scritto da ParanoidBlue il giovedì, 26 giugno 2008,20:11

Love is a losing game

Para/Blu, perché continuo a essere ossessionata da lui? Perché continuo a essergli attaccata anche se mi fa stare male, se non mi vuole dare cose semplicissime ma di cui ho un disperato bisogno, perché continuo a non voler lasciarlo andare, ad aspettare, a sperare che le cose vadano meglio?

Carissima Amica, la risposta è semplice. Perché spesso in amore scatta il meccanismo della sfida. Il mio professore di psicologia all'Uni l'aveva chiamata "sindrome dell'onnipotenza materna".

Non importa che il tuo uomo sia uno stronzo. Tu non lo vedi come uno stronzo. Lo vedi come un bambino molesto, un dispettosone, un musone, che però nel tuo cervello bacato rimane un bambino. E tu, come una perfetta madre, sei in grado di educarlo, cambiarlo. Per la precisione (ed è molto brutto da dire): di MIGLIORARLO.

E' qui che scatta la sfida. Tu devi farcela, a cambiarlo. Non molli. Perché lo ami, ti dici. Ma non stai amando lui, stai amando un'idea che hai nel tuo cervellino bacato, perché di fatto lui è quello che è. Cioè uno che si comporta come uno stronzo. E allora sopporti un po' tutto, come una madre coi capricci del bimbo, e non ti sogni neanche di fargli una sana sessione di spanking, no, lo sgridi a malapena, subisci, convinta che tutto quello che stai facendo lo cambierà.

Facciamoci un favore. Apriamo gli occhi e iniziamo ad avere a che fare con le persone per quello che sono. Magari davvero gli altri sono immaturi e cambieranno. Ma lasciamo che siano gli eventi della vita a farli cambiare, non mettiamoci in testa di convertire nessuno alla nostra visione della vita e delle cose. Facciamolo soprattutto per noi. Proviamo finalmente a innamorarci di una persona, non di un'idea.

 

categoria: a short guide to life
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scritto da ParanoidBlue il martedì, 24 giugno 2008,21:15

I made it through the wilderness

Ultimamente in palestra ho preso l'abitudine di guardare il pisello della gente. Non è lussuria, né la fame che inizia a farsi sentire. E' senso di rivalsa. Nel senso: questi sono degli armadi a muro di muscoli pulsanti. E' bello che spesso, in mezzo alle loro gambe, ci sia un girino, un cricetino, un terzo mignolo, una lumaca colpita dal sale, un paguro senza guscio, uno champignon da supermercato, un puffo di quelli che trovavi nei kinder sorpresa. Insomma, mi consola che ce l'abbiano piccolo. Allenate quello, stronzi.

A Milano fa caldo. C'è gente che ha il coraggio di lamentarsene. Che grande novità, davvero, è estate e fa caldo. Non è mai successo prima. Potevate trasferirvi a Rovaniemi.

Vorrei scrivere che nella mia vita è tutto perfetto, che ho trovato l'uomo della mia vita, che il mio lavoro è una figata e prendo un sacco di soldi, che non ho nessun problema. Ma neanche da lontano. Eppure continuo  a stare benone. Senza amore, senza i soldi che mi escono dal naso (no, tesorini, non da altri posti!), con tutti i miei piccoli casini.

Continua a non fregarmene un cazzo. Quasi. Ci sono cose che mi urtano, che scavano un po'. Ma in una situazione come quella attuale, ci vorrebbe ben altro per sbilanciarmi. 

 

scritto da ParanoidBlue il mercoledì, 11 giugno 2008,21:34

Sto bene, sto male

Cazzo. Ma lo vogliamo dire? Mi sto divertendo un sacco: la mia vita è un casino. Il fatto è che, fondamentalmente, non me ne frega nulla. Nel senso: una persona normale probabilmente rifletterebbe un attimo. Si porrebbe delle domande. Io no. Ho già delle risposte. E se sono sbagliate, me ne frego anche di quello.

Ho perso cinque chili in un mese. Probabilmente, andare in palestra ogni cazzo di sera a qualcosa serve. Non capisco le mie reazioni ai miei ex. Sono spietatamente corteggiato da due tizi, e non concedo un cavolo di centimetro a nessuno dei due. Non scopo da dieci giorni e mi sembra una vita. Il Dottor Freud, che temevo volesse strangolarmi, è diventato uno dei miei migliori confidenti. Non mi capisco minimamente, ma la cosa mi piace un sacco.

Dimostro insofferenza sul lavoro. Il mio capo e i miei colleghi se ne sono accorti. Oh, forse il messaggio non è passato: non me ne frega nulla. E' bellissimo, bellissimo. Mai sentito così libero. Di fare casino, di farla fuori dal vaso, di fare quel cavolo che mi pare. Non sono mai stato così tanto il padrone di quella baracca che è la mia vita.

Ci sono un sacco di novità in vista. Il cambio di casa, probabilmente, oramai è questione di mesi se non di settimane, e già mi vedo da Ikea a scegliere la cucina nuova insieme alle cocorite. Una casa tutta mia, senza qualche ex con cui sognavo di viverci, un posto tutto, completamente mio. Senza ricordi, senza scopate memorabili, coccole sul divano, senza "ti amo" fermati al livello della gola per la paura di finire fregati di nuovo, senza i trentadue giorni di fila (li ho contati) passati a piangere per il Bianconiglio, senza i mobili e i quadri scelti con Cristian, (il tutto rigorosamente in senso anti-cronologico) senza niente. Casa MIA, solo mia, completamente mia.

Poi, beh, il mio portatile mac, previsto per questa estate, a cui ormai non posso rinunciare: in contemporanea con l'aggiornamento del pc, ormai troppo anziano. Poi? Le mie probabilissime due settimane in Germania, il weekend in vista da Tomm a Londra, il viaggio ipotizzato a Dublino. E la prospettiva di New York per il prossimo capodanno. Sì, sto progettando per il futuro. Di più: sto sognando. E non toglietemi da questo sogno. Perché se dovessi smettere per un attimo di sognare, finirei per pormi una qualche cavolo di domanda. E tutto questo, tutto questo meraviglioso periodo potrebbe finire. E non me lo perdonerei mai. Mai.

scritto da ParanoidBlue il mercoledì, 04 giugno 2008,21:01

Win a destination to the centre of my heart

Io non so. Delle due l'una. O sono arrapato da morire, o vivo circondato da fighi. Vedo tronchi di pino ovunque: in palestra (e passi, via, è anche comprensibile), nelle macchine a fianco alla mia quando sono in coda, per strada, al mc donald's, ovunque. Persino all'Out. E questo fa propendere per l'opzione "arrapato".

Il Bianconiglio è stato sistemato nella posizione alquanto traballante di "ex che potrebbe diventare una quasi-amicizia". Incontrarsi, parlare, è stata una liberazione enorme. Ho lavorato al distacco dallo scorso autunno. A marzo era rimasto solo un grande rancore per qualcuno che ancora si ostinava a non lasciarmi andare per la mia strada. Dopo due mesi di assoluto silenzio, lo guardo e mi sento in pace. Possiamo tranquillamente sentirci e provare a essere amici, visto che ci tiene tanto. E' una sensazione bellissima. Mi sento libero dai fantasmi del passato e in armonia con il presente, persino proiettato verso il futuro con un sorriso.

Che per raggiungere questo stato io abbia dovuto fare tabula rasa di quello che mi stava intorno, è una cosa di cui probabilmente non smetterò tanto presto di rammaricarmi. D'altronde, io sono distruttivo per natura, preferisco sempre ripartire da zero che aggiustare le cose. E chiudermi in un bozzolo, quando qualcosa mi fa male.

Bene. Ieri sera ero mezzo ubriaco a casa di Lu e pensavo: e adesso? Che cosa voglio fare? La mignottona? Trovarmi un ragazzo? Cambiare sesso, farmi suora e scandalizzare il convento cantando Sabryna a squarciagola, finendo poi esorcizzata? Il Dottor Freud suggerisce di godersi il periodo da single, accettando quello che viene. Quello che passa il convento, insomma. Siamo di nuovo all'idea di farsi suora.

Ascolto continuamente una canzone bulgara presentata all'Eurovision. Davanti a me si apre la prospettiva dell'estate e del mio mese di ferie. Ok, forse non sono ancora felice. Ma sono in armonia, e l'armonia è la cosa che ho sempre cercato.

scritto da ParanoidBlue il sabato, 24 maggio 2008,11:05

L'Eurovision!!

Stasera a Belgrado ci sarà la finale dell'Eurovision 2008. L'Italia, come negli ultimi undici anni, non ha partecipato. Ma l'appuntamento con l'Eurovision Song Contest è un punto fisso per il trash europeo. A questo giro sembra essere andata meglio del solito: il pupazzo a forma di tacchino-dj che cantava per l'Irlanda, ad esempio, non è sopravvissuto alla semifinale. Anche Meneguzzi, che rappresentava la Svizzera, non ce l'ha fatta, e la piccola Repubblica di San Marino ha avuto la stessa sorte.

Dopo aver visto le due semifinali in diretta internet, mi perderò la finale per poter andare all'Out. Pazienza: io spero in una vittoria dell'Islanda, ma la Russia ha schierato Dima Bilan, quindi prevedo un Mosca 2009, con MarcoM con in testa un colbacco che bacia la MayaDesnuda sulla Piazza Rossa, mentre io disserto sull'ispirazione fallica del Cremlino.

Comunque, queste sono le mie prime tre:

Islanda - This is my life (c'è bisogno di dire il perché??)

Grecia - My Secret Combination (a saperla trovare, vero, tesorini e maestrine?)

Svezia - Hero

scritto da ParanoidBlue il lunedì, 19 maggio 2008,23:06

L'enfer

Non saprei neanche da che parte cominciare. L'idea dell'analisi inizia a farsi sensata. Probabilmente fraintendo messaggi che non sono rivolti a me. E si sono aperti anche altri fronti.

Il Bianconiglio si fa sentire per non dirmi nulla. Solo per rompere i coglioni, ne deduco. Mi ricorda i bambini che hanno paura del buio e a volte, di notte, accendono la luce per qualche secondo. Solo per controllare che sì, tutto nella stanza è normale, non ci sono mostri vicino all'armadio. Poi spengono la luce e tornano a dormire. Torna a dormire, Bianconiglio. Non sono in camera tua.

Sono in cucina ad abbuffarmi, a mio solito.

Il Dottor Freud scrive cose strane e manifesta intenzioni goderecce. Il Toscano riscopre il mio contatto msn dopo 3 anni e mezzo per dirmi che vorrebbe rivedermi. La persona più saggia con cui mi confronto al momento è un cinquantenne padre di famiglia bisex nascosto che ho in msn e che ha stranamente accettato il fatto che non ci incontreremo mai.

In compenso, ha deciso di gestire la mia vita. Un secondo advisor? Non proprio, questo è molto più rischioso, vuole agire da amministratore delegato. Non dice "dovresti", ma "devi".

Ora, mi fermo un attimo e rileggo questo post. Non è la mia vita, questa, vero? Oh mamma ...